Venezia ed il suo tipico Carnevale!

Mancano poche settimane al Carnevale, e se siete alla ricerca di una meta dove poter vivere a pieno questa festa la risposta potrebbe essere…

VENEZIA!

Bellissima, romantica, nostalgica, affascinante per  i numerosi tesori d’arte che custodisce.

Una città incredibile, costituita da un insieme di 118 isole unite da oltre 400 ponti e separate dai canali che fungono da strade, percorsi da barche e gondole.

La città di Venezia e tutta la sua Laguna costituiscono un territorio suggestivo che racchiude tutto il fascino di una città costruita sulle acque, che negli anni si è arricchita di ineguagliabili tesori, ed è stata prescelta da nobili e da artisti di gran fama. Gli stranieri che intraprendono un viaggio in Italia, non mancano mai di una visita alla Serenissima, e gli stessi Italiani la scelgono come luogo più romantico della Penisola, che evoca suggestioni profonde in un’atmosfera da sogno.

Ma oggi ci concentriamo non solo sulla città ma su uno degli eventi che la rendono famosa in tutto il Mondo: Il Carnevale!

Un po’ di storia.

Le sue origini sono antichissime: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094, dove si parla di divertimenti pubblici e nel quale viene citato per la prima volta il vocabolo Carnevale.

L’istituzione del Carnevale nasce dalla necessità di concedere alla popolazione, soprattutto ai ceti sociali più umili, un periodo dedicato interamente al divertimento e ai festeggiamenti, durante il quale i veneziani e i forestieri si riversavano in tutta la città a far festa con musiche e balli sfrenati.

Attraverso l’anonimato che garantivano maschere e costumi , si otteneva una sorta di livellamento di tutte le divisioni sociali ed era autorizzata persino la pubblica derisione delle autorità e dell aristocrazia.

La creazione delle maschere.

Con l’usanza sempre più diffusa dei travestimenti per il Carnevale, a Venezia nacque dal nulla e si sviluppò gradualmente un vero e proprio commercio di maschere e costumi. A partire dal 1271, vi sono notizie di produzione di maschere, scuole e tecniche per la loro realizzazione. Cominciarono ad essere prodotti gli strumenti per la lavorazione specifica dei materiali quali argilla, cartapesta, gesso e garza.

 

Dopo la fase di fabbricazione dei modelli, si terminava l’opera colorandola e arricchendola di particolari come disegni, ricami, perline, piumaggi. I cosiddetti mascareri, che divennero veri e propri artigiani, realizzando maschere di fogge e fatture sempre più ricche e sofisticate, vennero riconosciuti ufficialmente come mestiere con uno statuto del 10 aprile 1436.

Le Maschere tipiche

Tra le maschere tipiche di Venezia, le più celebri sono senz’altro le seguenti:

  • La Bauta maschera o Larva. La Baùta è una delle maschere più conosciute e ancora oggi indossate in quanto è molto semplice e versatile all’uso. Non si sa quanto sia nato il costume, ma è dal diciottesimo secolo che ha acquisito enorme popolarità. La Bauta maschera, chiamata anche Larva (deriva dal latino e significa “fantasma” o “maschera”) è la semplice maschera bianca che nasconde il viso, ma permette di bere e mangiare.

  • Il tabarro. Il tabarro è il nome dato al mantello che compone la Bauta costume insieme alla Larva e al tricorno. È composto da una mantellina, di solito in panno o in seta, che raddoppia sopra le spalle ed è decorato con frange, fronzoli e un fiocco alla militare. Il suo colore cambiava a seconda dell’occasione: nero per la Bauta, bianco o turchino per l’estate e scarlatto per le serate di gala. Era anche usato dalle donne: scuro d’inverno e bianco d’estate. Il tabarro, tuttavia, veniva spesso indossato per nascondere le armi e proprio per evitare che servissero per scopi illegittimi fu bandito l’utilizzo delle maschere in alcune situazioni.

  • La Moretta. La Moretta era invece il travestimento preferito dalle donne, che consisteva in una piccola maschera ovale in velluto scuro da indossare con un cappellino e indumenti e velature raffinati. La caratteristica principale della Moretta, però, era però il fatto di essere un travestimento muto: la maschera, infatti, si portava tenendo in bocca un bottoncino interno. La Moretta è di origine francese, ma si diffuse subito a Venezia in quanto donava particolarmente ai tratti femminili. Inoltre, il fatto che fosse muta era particolarmente congeniale alle veneziane: durante il Carnevale la gente della città si concedeva a trasgressioni di ogni tipo e la Bauta e La Moretta erano utilizzate per mantenere l’anonimato e poter darsi alla pazza gioia con ogni tipo di gioco proibito, senza distinzione tra uomini e donne.

  • Gnaga. Un’altra maschera tipica è la Gragna, usata dagli uomini per travestirsi da donna. Il costume, infatti, prevede che si indossino degli indumenti femminili di uso comune e una maschera con sembianze da gatta, spesso accompagnato da una cesta al braccio che contiene un gattino. Chi la indossava si atteggiava a donna popolana, emettendo anche suoni striduli e miagolii. A volte, però, poteva anche impersonare la balia, accompagnata da altri uomini vestiti da bambini.

  • Il Medico della Peste è quella riconoscibile dal lungo naso simile al becco di una cicogna. In origine questa non era una maschera ma bensì doveva servire da protezione ai cosiddetti Medici della Peste, che venivano a contatto con gli ammalati di questo terribile morbo.

Fra le maschere veneziane per eccellenza si può annoverare quella di Arlecchino, che ha origini bergamasche. Essa è facilmente riconoscibile per il suo costume multicolore e per i suoi continui movimenti alternati a salti e a capriole. Fu il protagonista di una delle più celebri commedie di Carlo Goldoni, “Arlecchino Servitore di Due Padroni”.

Pantalone è un personaggio anziano, astuto e avaro. Tipica tra le maschere veneziane della Commedia dell’Arte, la figura di Pantalone rappresenta in forma farsesca il carattere del mercante di Venezia che tanto ha contribuito con i suoi commerci alla ricchezza della sua città. Spesso sopraffatto dall’avvenenza femminile delle maschere veneziane di ColombinaFranceschina, egli veniva anche chiamato Pantalon de’ Bisognosi.

 

Trovare la struttura ideale per una breve vacanza a Venezia durante il periodo di Carnevale potrebbe non essere un’impresa cosi semplice, perché le presenze attese in questo periodo sono moltissime, e gli alloggi sono molto richiesti.

Sicuramente la maggior parte delle feste e del folklore saranno incentrate su Piazza San Marco, quindi possiamo subito dire che “l’hotel ideale” dovrebbe trovarsi in zona. Purtroppo però la vicinanza al centro porta all’inevitabile aumento dei prezzi rispetto alla media. Il mio suggerimento per risparmiare è quello di allontanarsi dal centro per alloggiare a prezzi più convenienti.

I principali eventi del Carnevale Veneziano 2019

Vediamo alcune fra le possibilità che abbiamo a disposizione per questa breve vacanza di Carnevale all’insegna del divertimento.

Dal 16 febbraio al 5 marzo 2019 si svolge ufficialmente questa manifestazione.

Tante opportunità a cui poter partecipare, alcune fra le principali sono:

  • Grand Opening del Carnevale sull’acqua a Cannaregio
  • Concorso della maschera più bella
  • Corteo della festa delle Marie

Ogni giorno sarà possibile assistere a festeggiamenti suggestivi. Bisogna considerare che non sempre queste feste si svolgeranno negli stessi sestieri della città, è quindi necessario stare ben attenti ai luoghi dove si svolgono gli spettacoli per non perdere qualche evento a cui volevate essere presenti.

Tra le varie feste organizzate ce n’è una che spicca e richiama l’attenzione anche dei media, il “Volo dell’Angelo”: questo evento (che inizierà domenica 24 febbraio dalle ore 11.00) non è solo uno dei più importanti eventi del Carnevale di Venezia, ma è anche una tra le più antiche e suggestive manifestazioni appartenenti a questa pittoresca città.

 

Questo evento (che ogni anno da ufficialmente inizio ai festeggiamenti in piazza San Marco) è originario del 1500 quando in quegli anni, un giovane acrobata compì l’impresa di camminare su una fune tesa fino alla fine del campanile. Questo ragazzo era vestito con ali finte, legato ad una fune con degli anelli metallici, da qui l’evento prese il nome di “Volo dell’Angelo”.

Potreste conoscere questa manifestazione come “Volo della Colombina“: questo nome è originario del diciottesimo secolo, quando sfortunatamente l’atleta incaricato non riusci a percorrere la corda dal campanile al Palazzo Ducale, precipitando al suolo, per questo poi si decise di sostituire l’acrobata con una grande colomba di legno. Dal 2001 il termine venne cambiato nuovamente e tornò ad essere “Volo dell’Angelo” in quanto il tragitto venne ripercorso da una persona in carne ed ossa, ovviamente con tutte le dovute misure di sicurezza.

Dove mangiare a Venezia

Se cercate un’alternativa veloce, magari economica, e che rispecchi le tradizioni culinarie veneziane, orientatevi nelle varie osterie e “bacari” veneziani,un tipo di osteria veneziana a carattere popolare, dove si trova una vasta scelta divini in calice e piccoli cibi e   spuntini  (cichéti), caratterizzata da pochi posti a sedere e da un lungo bancone vetrinato in cui sono esposti i prodotti in vendita. 
Sono ottime soluzioni che ci fanno evitare i ristoranti affollati, e che allo stesso tempo arricchiscono la nostra vacanza di un qualcosa di davvero tipico. Giratene diversi, mangiucchiando qua e la i vari cicchetti che vengono proposti. Se invece volete riposare un po’ le gambe, e rilassarvi per ricaricare le energie, optate per un ristorante. Attenzione però che quelli più a ridosso del quartiere San Marco / Rialto saranno tendenzialmente pieni zeppi,per cui conviene prendere un vaporetto e spostarvi nei sestieri limitrofi per mangiare.

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