L’isola di Zanzibar: itinerari, escursioni ed informazioni utili.

Il richiamo dell’Africa …ZANZIBAR 2018

Il mio viaggio.

14 Agosto e la meta da raggiungere  non è ancora decisa, ma per fortuna a salvarci dallo stress quotidiano è anche quest’anno il marchio EDEN. Meta Zanzibar, villaggio a Kiwengwa ,Sultan Sands, partenza da Milano il 21 agosto e si vola.

I voli sono ancora a cura di Meridiana e tutto ciò si traduce con …8 ore di insonnia! Ed eccoci arrivati di nuovo in AFRICA con le prime luci dell’alba. Arrivati all’aeroporto c’è una completa disorganizzazione per la tassa d’entrata, devono essere pagati € o $ 50 per l’entrata, e se si parte con un volo charter verrà applicata anche la tassa di uscita di egual costo. Subito si respira il mood “POLE POLE” che dopo una notte in aereo può non sembrare molto idoneo.Passati i controlli dei passaporti recuperiamo le valigie , banco MARGO’ e via al villaggio. Il transfer aeroporto-villaggio ci impiega circa 1 oretta, il vero problema si presenta all’arrivo al Villaggio in quanto seppur arrivati alle ore 9.00 del mattino ,la camera è pronta e consegnata per le 14.00, ora immaginate che dopo un viaggio di quasi 24 ore tra treni,pullman e aerei una persona può necessitare di una doccia e di un letto;questo è sicuramente un aspetto che MARGO’ può migliorare. Il primo giorno trascorre tra la spiaggia ,la scoperta del villaggio e un po’ di sano riposo meritato. La struttura è molto carina, ben curata, le stanze ampie e spaziose.

Tour delle Spezie + Stone Town

Con l’arrivo del secondo giorno ci attiviamo organizzandoci con i beach boys e così il pomeriggio scegliamo di fare la prima escursione; Tour delle Spezie + Stone Town. Prima tappa della giornata il tour delle spezie, catapultati nella natura, con una guida fantastica, ci vengono spiegate le proprietà benefiche delle spezie. Il popolo Zanzibarino ha sempre utilizzato queste per le cure di malesseri e la vita media di un uomo prima dell’arrivo dei medicinali convenzionali arrivava oltre i 100 anni, ad oggi si è drasticamente abbassata, giusto chiederci il perchè!

E’ stato davvero istruttivo e divertente sentirsi così vicini alla natura e alla loro cultura!

Stone Town (la città di pietra) è la parte vecchia della capitale di Zanzibar, sede del palazzo del Sultano di Zanzibar è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. La prima cosa da visitare è il mercato, particolarmente ricco di spezie, frutta e verdura; la parte un po più particolare è quella che riguarda pesce e carne, un odore molto forte e le cattive condizioni igieniche potrebbero rendere la visita non piacevole per tutti.

Scegliamo di acquistare i biglietti per l’ingresso alla Christ Church Cathedral per poter visitare anche le vecchie prigioni degli schivi durante il periodo della tratta degli schiavi. Ci viene spiegato che Zanzibar era il centro di smistamento  degli schiavi, ma soprattutto ci vengono spiegati i modi con i quali queste persone venivano vendute e trattate, il fondo lo tocchiamo nelle visite delle prigioni, io immaginavo il peggio ma il peggio non era abbastanza.

Continuiamo il nostro giro nella Città di Pietra, attraverso vicoli , bazar e resti di storia…una storia triste che ti fa male a pensarci. Città natale di una delle più grandi celebrità mondiali, Zanzibar non può fare a meno di ricordare la nascita di Freddie Mercury, la sua vecchia casa è ben segnalata nelle strade di Stone Town. E’ obbligo una foto sotto l’insegna Mercury House.

Nakupenda + Prison Island

Al terzo giorno riserviamo diverse escursioni,sveglia di buon ora, colazione veloce e siamo pronti per visitare Nakupenda. Raggiungiamo con il transfer dei beach boys il porto di Stone Town, dove piccole imbarcazioni ci attendono per portarci alla celebre “Isola che non c’è”. Bellissima lingua di sabbia bianca e acque cristalline si palesano davanti ai nostri occhi dopo circa un ora di barca, l’impatto che i colori di questi posti hanno su di noi è davvero grande. Essendo stato uno dei primi gruppi a raggiungere l’isola abbiamo potuto godere inizialmente di questo paradiso in tutta tranquillità, si può approfittare per un po’ di tintarella e per fare un po’ di snorkeling, bisogna però fare moltissima attenzione agli aculei dei ricci marini ; proprio per questo meglio organizzarsi  con apposite scarpette. Io stessa essendone sprovvista ho avuto un incontro ravvicinato con i ricci zanzibarini per ben 2 volte, incontro realmente sgradevole ma ho potuto testare l’incredibile potere del latte di papaya!!!

Arrivati all’ora di pranzo la lingua di sabbia è piena di turisti e questo sicuramente la rende meno gradevole, il profumo del pranzo preparato nei pentoloni in spiaggia ed il sapore dell’ottima aragosta ha reso l’esperienza fantastica. Con l’arrivo dell’alta marea abbiamo dovuto riprendere il mare dato che l’isola era sparita davanti ai nostri occhi sotto le onde di queste acque turchesi.

Seconda tappa della giornata Prison Island conosciuta anche come l’isola delle tartarughe, oggi l’isola è abita da una colonia di tartarughe giganti, beh che dire…l’esperienza è stata indimenticabile, si contano circa 200 tartarughe, la più anziana ha più di 190 anni. C’è la possibilità di avere contatti con queste magnifiche creature che a quanto pare adorano le coccole, specialmente sotto al collo, ed io amante delle coccole non potevo chiedere di meglio. Torniamo stanchi ma felicissimi al villaggio, ricchi di emozioni che solo questa terra riesce a dare.

Il reef di Kiwengwa

Il quarto giorno decidiamo di dedicarlo al relax  ed al mattino facciamo un salto al reef che si trova di fronte al villaggio, saliamo su una delle piccole imbarcazioni di legno zanzibarine che in circa 10-15 minuti raggiunge il reef… sembra di camminare sulle acque con la bassa marea, il reef è stracolmo di stelle marine colorate, un exploit di colori che popola le acque.

Delfini & Scimmie

Per il quinto giorno abbiamo scelto un super itinerario che ha messo a dura prova la nostra resistenza. La sveglia è suonata verso le sei del mattino, stanca ed eccitata alle sette eravamo già pronti per partire e andare a vedere i delfini, raggiungiamo il sud dell’isola dove con piccoli scafi prendiamo il mare e…con tanta tanta fortuna… ECCOLI! Gruppi di delfini che nuotano e saltando a pelo d’acqua ci regalano emozioni forti, purtroppo le barche sono tante e per quanto sia splendido osservarli da vicino mi è sembrato un po una “caccia al delfino”, tuffarsi dalla barca appena ci si accosta ai delfini risulta anche un po pericoloso a causa dell’alto numero di scafi in movimento ma per fortuna nessuno si è fatto male.

Seconda tappa della giornata jozani forest, c’è poco da dire…è da vivere! Immersi nella foresta con decine e decine di colobo rosso che ti gironzolano intorno, che spettacolo la natura incontaminata! Vale la pena fare un giro anche per osservare le mangrovie e le centinaia di granchi neri che vivono sulle rive dei fiumi.

Pranzo al The Rock

Sosta pranzo al The Rock, luogo suggestivo,un ristorante arroccato su una roccia, con la bassa marea il paesaggio è quasi lunare ed incredibilmente dopo poche ore si è circondati completamente dalle acque zanzibarine. Il ristorante non può definirsi economico anzi tutt’altro.

La spiaggia di Michamvi

Infine decidiamo di rilassarci sulla spiaggia di Michamvi al Kae Funk dove la musica ci circonda ed i colori del tramonto ci travolgono, un aperitivo in riva al mare dall’area suggestiva che consiglio di cuore.

Nungwi Aquarium + Kendwa

Per niente stanchi e ancora pieni della voglia di scoprire le bellezze di questa meravigliosa isola, il pomeriggio del giorno successivo ci spingiamo nell’entro terra per visitare il Nungwi Aquarium e portare qualcosina ai bambini durante il tragitto nelle case di fango. Il parco delle tartarughe marine è piccolo,ben gestito e tenuto molto bene, si può entrare in contatto con quasi tutti gli animali del parco rispettandoli, e questa è una cosa apprezzatissima. Per quanto riguarda le donazioni ai bambini , quest’anno ci siamo ben attrezzati, anche se il nostro contributo è stato realmente minimo ci siamo comunque sentiti di darlo, e nulla sarà mai così gratificante nella vita come i loro visi felici. Finita l’escursione raggiungiamo il nord dell’isola, precisamente Kendwa per guardare il tramonto e godere ancora di queste splendide acque zanzibarine.

      

Sette giorni sono pochi per vivere questa splendida isola, pochi per poterla conoscere a fondo a me ha donato una sensazione bellissima, le bellezze naturali di questa terra mi hanno lasciato senza fiato, l’importanza che questo meraviglioso popolo da alla natura mi ha emozionata, l’Africa non mi delude MAI!

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2 commenti

  1. Complimenti per il diario di viaggio, la già enorme voglia di visitare questo posto è ulteriormente aumentata 🙂

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